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La tradizione pasquale della fugassa veneta

La tradizione pasquale della fugassa veneta

Un dolce antico e perfetto dalla colazione al dopo cena, ideale nel periodo di Pasqua: è la fugassa veneta

Come la tradizione vuole, anche quest’anno, a chiudere il luculliano pranzo pasquale dei veneti ci sarà la fugassa, la focaccia veneta.
Si tratta di un dolce, che vanta origini molto antiche. Secondo la leggenda, la fugassa nasce nel laboratorio di un fornaio trevigiano che, proprio in occasione della Pasqua, decise di aggiungere all’impasto del pane altri ingredienti, quali uova, burro e zucchero, in piccole quantità dati i costi, ottenendo così un pane dolce da regalare ai suoi clienti.
Un’altra curiosità legata a questo dolce era l’usanza di prepararlo in occasione di un fidanzamento con all’interno nascosto l’anello, per poi essere regalato alla famiglia della futura sposa.

Originariamente la focaccia era il dolce dei poveri, ma con il tempo i pasticceri lo nobilitarono, modificandone la ricetta e rendendola più strutturata: infatti la fugassa veneta è un dolce caratterizzato da una lunga preparazione.
È un dolce complesso che richiede ben tre lievitazioni, a distanza di ore l’una dall’altra. Può essere cotta sia in uno stampo a forma di colomba che cilindrico ed in tal caso si incide una croce sulla superficie.

Noi vi proponiamo la ricetta della tradizione.

 

 

Ricetta della fugassa veneta

 

Ingredienti
Per il lievitino:
100 g farina (mix manitoba e ’00)
20 g zucchero
80 g latte intero a temperatura ambiente
10 g lievito di birra secco

Per il primo impasto:
370 g farina (mix manitoba e ’00)
3 uova
70 g burro
130 g zucchero

Per il secondo impasto:
300 g farina (mix manitoba e ’00)
1 uovo
100 g burro
100 zucchero
6 cucch. Spumadoro

Per prima cosa è necessario preparare il lievitino: fate facendo sciogliere il lievito di birra in una ciotola con il latte tiepido. Quindi, aggiungete la farina, mescolando energicamente per ottenere un impasto morbido. Mettete il composto a riposare per un’ora in un luogo tiepido, con un panno inumidito sopra.

Passata l’ora, potete passare a preparare il primo impasto: su una spianatoia di legno, oppure in una planetaria, versate la farina. Fate un buco nel centro e aggiungete 3 uova, il burro sciolto a bagnomaria e lo zucchero. Unite anche il lievitino e lavorate l’impasto per una decina di minuti finché non sarà elastico e omogeneo. Lasciatelo lievitare per 3 ore, con un panno umido sopra, finché il suo volume non raddoppia.
Sulla spianatoia preparate un secondo impasto con la farina, un uovo, il burro sciolto a bagnomaria e lo zucchero. Aggiungete anche i sei cucchiai di spumadoro (un aroma per dolci che potete trovare nei supermercati) e lavorate l’impasto. Unitelo quindi al primo impasto, che nel frattempo sarà lievitato. Aggiungete un pizzico di sale e continuate a impastare.
Mettete il composto nello stampo per focacce e lasciatelo lievitare per tutta la notte.
La mattina dopo avrete un impasto più che raddoppiato.

Prima di infornarlo fate un taglio a croce sulla superficie con un coltello ben affilato e poi spennellate con un po’ di latte e, se vi piace, aggiungete un po’ di granella di zucchero e delle mandorle. Cuocete in un forno preriscaldato a una temperatura di 180 gradi per circa un’ora.
Servite una generosa fette con un generoso goto di prosecco.

 

Eleonora Garzia, detta Lele, è nata e cresciuta tra i fornelli delle donne della sua famiglia.
È appassionata di cucina, ristorazione e non solo, amante del vino e della birra e caffè dipendente.
Si sposta tra Vicenza e Trieste sempre in treno e con il suo fidato cane Mojito.
Membro dell’Associazione Italiana Food blogger (Cooking Lele), copywriter e critica gastronomica per Ristoranti Che Passione.

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